Perché votare

Sono passati più di trent’anni da quando, progressivamente e inesorabilmente, i partiti hanno cessato di formare e selezionare i migliori, tra coloro che si avvicinavano alla politica dalla propria parte. Dopo la morte di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer, dopo la caduta del muro di Berlino, le ideologie che avevano nutrito la storia del secondo dopoguerra sono tramontate, senza essere sostituite da formulazioni più adeguate ai tempi. Probabilmente non siamo ancora usciti da quella fase, ma un dato è certo: i partiti e i loro dirigenti hanno, in prevalenza, selezionato i loro sottoposti sulla base della fedeltà ai capi, piuttosto che della loro qualità: corruzione e incapacità di governo sono state le conseguenze che paghiamo tutti. A questa logica sono in parte sfuggiti i sindaci, che grazie al meccanismo elettorale diretto hanno potuto essere selezionati più dai loro concittadini che dai partiti.

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Comunicazione e comunità

Riparte Livù e si fa settimanale: un bel segnale di vita in più per una comunità che – come tante – soffre di mille difficoltà, ma che – diversamente da altre – ha in sé, appena sotto la pelle, straordinarie risorse umane e materiali, in larga parte inespresse.

Ma serve ancora la comunicazione su carta stampata, al tempo di Internet e dei social network? La mia idea è che serve ancora di più, come l’ancora alla nave. La comunicazione scritta è materiale e solida, al contrario di quella elettronica, meravigliosamente veloce ma sempre sospesa al filo dell’insussistenza, della virtualità, del subito detto e poi subito cancellato, o disperso. Le parole volano, dicevano gli antichi, e anche i post sono nell’aria (nel cloud, nella nuvola). Le cose scritte su carta possono restare per secoli. E restano come manifestazione di responsabilità per chi le scrive, come occasione di riflessione e di critica per chi le legge, come opportunità di crescita comune attraverso lo scambio, la circolazione delle idee, la comunicazione.

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Vacanza

La vacanza richiama il vacante, ciò che è vuoto. Il vuoto della vacanza estiva è uno spazio libero dal lavoro, uno spazio di riposo desiderato e meritato, in cui fare finalmente cose diverse (divertirsi) dalle solite, o almeno immaginare di poterle fare. Buona vacanza, la più riposante e divertente possibile, a tutti coloro che la faranno!
Vacanza richiama però anche un altro significato del vuoto, che è la mancanza, l'assenza di quel lavoro da cui sarebbe assai bello andare in vacanza. La grande maggioranza delle famiglie italiane, per restare in casa nostra, non farà vacanze estive, perché segnata in vario modo da questa seconda condizione.

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Provocazioni amorose

Al bisogno, sappiamo provocare, e tante volte ci sentiamo oggetto di provocazioni. Qual è il senso della provocazione, quando accade nelle relazioni più importanti della nostra vita, quelle che ci legano a genitori, o figli, o partner? Perché un bambino – che, in quanto tale, ha sempre bisogno di sentirsi protetto e amato dalla propria mamma e dal proprio padre – li tormenta attivamente con comportamenti insopportabili? Perché una ragazza che si lamenta di sentirsi perseguitata dalla vicinanza dei suoi genitori si procura dei tagli ben visibili sulle braccia, o un ragazzo che "vuole la sua indipendenza" spaventa i suoi chiudendosi in un silenzio assordante, o facendo sparire oggetti preziosi dalla casa? Perché nella coppia accade così spesso che uno dei due, pur non avendo nessuna intenzione di rompere il legame, fa esattamente ciò che l'altro detesta?

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